Pregiati vini di carattere del novarese: un tesoro da scoprire

In un paese dove la passione per l’eccellente cibo raffinato e la maestria nella produzione di vini pregiati sono un vanto riconosciuto ovunque, non può stupire la grande varietà di pregiate produzioni vitivinicole presenti su tutto il territorio italiano. Da nord a sud, ogni regione offre una declinazione che merita di essere esplorata, gustata e apprezzata. Tra tutte, il Piemonte spicca per l’altissima qualità dei suoi vini, vere “poesie imbottigliate” – citando lo scrittore scozzese Stevenson – che fanno sognare intenditori e appassionati, suscitando interesse per ogni singola zona di questa regione fertile, spettacolare, tutta da scoprire.

Nella terra dei vini

Favorita da un territorio che ben si presta alla coltivazione di vitigni, nelle dolci colline della Provincia di Novara si producono alcuni tra i più amati  – e premiati – vini piemontesi, che qui vantano una lunga tradizione.  Un trionfo di vini DOC – Sizzano, Fara, Boca e Ghemme, quest’ultimo divenuto DOCG nel 1997 – ai quali si aggiunge la DOC Colline Novaresi, creata nel 1994, il cui rigido disciplinare contempla norme, caratteristiche e distribuzione geografica dei nove vini che ne derivano – tra cui Vespolina, Bonarda novarese e Croatina –  in un tripudio di gusti e sapori che vanno dall’armonico al pieno, all’intenso e talvolta vivace.

Ogni vino possiede qualità, aromi e personalità individuali: qui, ogni collina può rappresentare un microclima unico, unito a composizioni del terreno che variano da zona a zona.

Luoghi da scoprire a piedi – o in bicicletta, lungo favolosi itinerari studiati ad hoc – per poter ammirare i disegni geometrici dei filari, con la loro piacevole sinfonia di colori e profumi, l’imponente Monte Rosa a sorvegliare da lontano.

I VINI DA NON PERDERE

Ghemme
Boca
Fara
Sizzano
Erbaluce

In attesa di una sublime maturazione

La caratteristica comune ai quattro “vini del nord” è  il lungo invecchiamento; si tratta infatti di vini che maturano tardi e contengono tannini molto alti.

Ghemme DOCG, forse il più noto, necessita di almeno tre anni di invecchiamento, dei quali due in botti di rovere.  Un rosso di grande corpo tannico, la sua origine risale al IV-V millennio a.C. e si produce nei comuni di Ghemme e Romagnano Sesia. Ricercato tra Seicento e Ottocento, fu celebrato dal Fogazzaro ed è apprezzato in ogni dove. Un profumo intenso e gradevole per un gusto asciutto e sapido, dal sapore gradevolmente amarognolo.

Dall’anfiteatro di vigneti dei comuni di Boca e zone limitrofe, si ottiene un vino DOC dallo stesso nome; citato in documenti del 1300, richiede anch’esso 3 anni di invecchiamento, di cui due in botti di rovere o castagno. Un sapore asciutto e armonico per un rosso affascinante e di gran classe, con profumi che vanno dal floreale al fruttato e persino allo speziato. Detto il “vino dei papi”, poiché alcuni produttori destinavano gran parte della produzione vinicola al Vaticano, la sua coltivazione venne migliorata dalla mente sopraffina di Alessandro Antonelli, che studiò tecniche innovative quali l’impianto “a quadretti maggiorino”.

Rosso rubino, sapore secco e armonico, un profumo piacevole per il Fara DOC, prodotto tra Fara Novarese e Briona. Apprezzato da abati e signori medievali, si pensa che il commercio del vino risalga al II secolo d.C. grazie a un sarcofago romano rinvenuto in zona che riporta alcune scritte in merito. Di certo gli altopiani morenici di Fara sono il terreno prediletto per la coltivazione di vitigni inaspettatamente superbi, per i quali si richiedono almeno tre anni di invecchiamento, di cui due in botti di rovere o castagno.

Riflessi granata e un caratteristico profumo di violetta per il vino Sizzano DOC, la cui produzione era già conosciuta nel XIV secolo. Amato dallo statista Cavour, che lo paragonava ai migliori vini francesi, soprattutto per il suo bouquet eccezionale, ha un sapore asciutto e armonico e necessita di 3 anni di invecchiamento, di cui almeno 2 in botti di rovere o castagno.

Chi ama i vini bianchi rimarrà stupito dal sapore fragrante e delicato, con sentori di acacia, del vino Erbaluce, un bianco fresco e invitante, parte della Colline Novaresi DOC, con uve Greco Novarese (Erbaluce). Coltivato anche nel Canavese, il vitigno ha origini leggendarie e un nome che fa sognare i romantici più appassionati.

Quando il vigore incontra l’eleganza: il Nebbiolo

Il vitigno che concorre per la maggior parte a creare questi vini preziosi è il Nebbiolo, conosciuto anche come Spanna in provincia di Novara, oltre a Vespolina e Bonarda:  il vitigno a bacca nera più nobile e antico del Piemonte, le sue qualità di potenza ed eleganza venivano elogiate già da Plinio il Vecchio, che ne parla nel suo Naturalis Historia. La struttura della sua pianta e il lungo periodo che i grappoli richiedono per giungere a maturazione rendono questa varietà indissolubilmente legata con il territorio di origine: al di fuori del Piemonte e della Lombardia – si coltiva infatti anche in Valtellina – quest’uva perderebbe la sua identità.

Un legame che si riflette nel suo colore rosso rubino acceso nel quale, dicono, ci si può persino specchiare, che si tramuta in aranciato durante l’invecchiamento.

Nel nord Piemonte, il vino prodotto acquisisce un bouquet fruttato e minerale, con tannini gentili, grazie al terreno meno argilloso e calcareo rispetto ad altre zone della regione. La sua coltivazione è laboriosa e richiede pazienti cure: la produzione risulta quindi limitata, il che ne aumenta notevolmente il pregio.

IL NEBBIOLO

Colore rosso rubino chiaro che invecchiando diventa mattone. Profumo di ciliegia, lampone, viola, rose e con il tempo liquirizia, cuoio e anche funghi secchi. In bocca ha un’alta acidità, che resiste perfettamente nel tempo.

I segreti delle cantine

Ma non fermiamoci a contemplare il dono naturale di un territorio così variegato: il modo migliore per gustare appieno una tale ricchezza di vini è infatti quella di visitare le cantine del novarese. Parlando con i produttori, appassionati e competenti,  capirete come vengono lavorate le uve e quali storie possono raccontare questi doni di Bacco, che appartengono a un territorio ben definito. Non mancano favolosi itinerari enogastronomici dove poter unire l’amore per i prodotti del territorio con la passione per le numerose testimonianze artistiche, storiche e naturalistiche: pievi e castelli si alternano a parchi naturali, le montagne strizzano l’occhio a laghi pittoreschi, e poi la ricchezza di Novara, con il suo meraviglioso San Gaudenzio, il Duomo o il Broletto, per un’esperienza a tutto tondo in una provincia di un’espressività sorprendente.



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